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Come gestire un’azienda in crisi

Revisori Legali Srl

Come gestire un’azienda in crisi

Ottobre 24, 2019 Legge 155 0

Come gestire un’azienda in crisi: il Codice della crisi

 

La crisi di impresa presuppone una visione prospettica e non storica, volta ad individuare l’incapacità futura di adempiere sia alle obbligazioni già assunte sia a quelle prevedibili nel normale corso dell’attività. I principi di comportamento precisano che si tratta dell’insieme di procedure atte a garantire la correttezza dell’informativa contabile in aderenza con i principi contabili.

Verifica del principio della continuità di impresa

-La continuità aziendale può essere compromessa dal realizzo di significative perdite. Predisporre una situazione patrimoniale della società.

-In caso di durevole diminuzione del capitale sociale di oltre un terzo in conseguenza di perdite, l’organo amministrativo deve provvedere alla convocazione tempestiva dell’assemblea e alla presentazione a quest’ultima di una relazione patrimoniale della società.

-In caso di perdite di oltre un terzo del capitale che lo riducono al di sotto del minimo legale, l’organo amministrativo deve convocare l’assemblea affinché deliberi la riduzione del capitale sociale e il contemporaneo aumento del capitale a un ammontare non inferiore al minimo oppure la trasformazione della società.

I primi segnali di crisi aziendale

Ritardo continuo nei pagamenti dei fornitori, nei pagamenti delle retribuzioni ai dipendenti, delle imposte, dai licenziamenti del personale o dei vertici aziendali dall’impiego delle riserve accumulate sino a quel momento.

Stato di debolezza

Quando vi è una scarsa produzione di reddito

Pre-dissesto

Quando su uno stato di debolezza si innesta uno squilibrio fondamentale con la connessa scomparsa di redditività

Stato di insolvenza

Si manifesta con inadempimenti o altri fatti esteriori dai quali si evince che l’impresa non è più in grado di soddisfare regolarmente e con mezzi normali le proprie obbligazioni a seguito del venir meno delle condizioni di liquidità e di credito necessarie all’attività commerciale.

Spunti tratti dalla normativa d.lgs 14/2019

Il Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza, d.lgs 14/2019, che attua la legge n. 155/2017 all’art. 2 definisce, tra gli altri, i seguenti concetti:

Crisi“:  lo stato di difficoltà economico-finanziaria che rende probabile l’insolvenza del debitore, e che per le imprese si manifesta come inadeguatezza dei flussi di cassa prospettici a far fronte regolarmente alle obbligazioni pianificate.
Insolvenza“: lo stato del debitore che si manifesta con inadempimenti od altri fatti esteriori, i quali dimostrino che il debitore non è più in grado di soddisfare regolarmente le proprie obbligazioni.
Sovraindebitamento“: lo stato di crisi o di insolvenza del consumatore, del professionista, dell’imprenditore minore, dell’imprenditore agricolo, delle start-up innovative di cui al decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179 convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221, e di ogni altro debitore non assoggettabile alla liquidazione giudiziale ovvero a liquidazione coatta amministrativa o ad altre procedure liquidatorie previste dal codice civile o da leggi speciali per il caso di crisi o insolvenza.

All’articolo 3 definisce i Doveri del debitore:

L’imprenditore individuale deve adottare misure idonee a rilevare tempestivamente lo stato di crisi e assumere senza indugio le iniziative necessarie a farvi fronte.

Inoltre individua all’art. 13 gli indicatori di crisi:

Costituiscono indicatori di crisi gli squilibri di carattere reddituale, patrimoniale o finanziario, rapportati alle specifiche caratteristiche dell’impresa e dell’attività imprenditoriale svolta dal debitore, tenuto conto della data di costituzione e di inizio dell’attività, rilevabili attraverso appositi indici che diano evidenza della sostenibilità dei debiti per almeno i sei mesi successivi e delle prospettive di continuità aziendale per l’esercizio in corso o,quando la durata residua dell’esercizio al momento della valutazione è inferiore a sei mesi, per i sei mesi successivi (…).

L’articolo 2625 del codice civile afferma che : salvo che i fatti non abbiano integrato altri reati gli amministratori che, occultando documenti o con altri idonei artifici, impediscono o comunque ostacolano lo svolgimento delle attività di controllo legalmente attribuite ai soci o ad altri organi sociali sono puniti con la sanzione amministrativa pecuniaria fino a 10.329 euro. Se la condotta ha cagionato un danno ai soci, si applica la reclusione fino ad un anno e si procede a querela della persona offesa.

Alla luce della legge 155/2017, legge di allerta, e del d.lgs 14/2019 e, non da ultima, la Circolare 19/2019, per le imprese è obbligatorio analizzare e valutare il loro stato di salute.  L’art. 3 comma 1 del D.lgs 19/2019 afferma quanto segue: “L’imprenditore individuale deve adottare misure idonee a rilevare tempestivamente lo stato di crisi e assumere senza indugio le iniziative necessarie a farvi fronte.”

Il legislatore ha stabilito che le società devono dotarsi di un organo di controllo, Collegio sindacale, oppure un Revisore legale dei conti, al loro interno. Lo scopo è monitorare i fenomeni che possono costituire un segnale fondamentale di inizio di crisi.

L’obbligo di legge si rivolge alle Srl che per due esercizi consecutivi superano almeno uno dei seguenti limiti:

  • Totale attivo > 4 milioni
  • Ricavi > 4 milioni
  • numero medio dipendenti 20

Il Revisore dovrà pianificare e svolgere attività di revisione contabile, certificare il bilancio di esercizio, adeguare tempestivamente gli assetti organizzativi, amministrativi e contabili alla rilevazione della crisi, monitorare l’andamento economico-finanziario dell’impresa.

Non c’è molto tempo!

La sua nomina deve avvenire entro il 16 dicembre 2019. Il soggetto da nominare deve essere iscritto presso il registro dei revisori legali istituito dal MEF e soprattutto essere un soggetto indipendente e dunque non avere relazioni di affari, lavoro o familiari.

Agire nei tempi giusti ti consentirà di giungere senza affanni alla soluzione

 

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